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Le complicazioni del kWh low cost da rinnovabili

In Germania, come in Italia, le rinnovabili stanno tenendo basso il prezzo dell'elettricità, ma gli effetti sono diversi e non sempre positivi. I tedeschi si trovano a vendere energia a basso prezzo alla Francia nucleare, ma in casa i produttori elettrici da gas sono in crisi e non riescono più a sostenere gli investimenti necessari.

Le energie rinnovabili stanno tenendo basso il prezzo dell'elettricità in borsa in Germania, con effetti diversi e non sempre positivi. Succede che si esporta più elettricità verso la Francia 'nucleare-dipendente', dove ora il kWh in costa più caro che dal vicino tedesco. Ma l'altro lato della medaglia è che gli operatori dell'energia convenzionale tedeschi, colpiti dalla concorrenza a costi marginali nulli di fotovoltaico ed eolico, non riescano più ad avere quei margini di guadagno necessari a fare gli investimenti che servirebbero al sistema elettrico nazionale, con il gas che purtroppo accusa il colpo più del carbone.

Ad aprile, mostrano i dati della Borsa elettrica europea, l'EPEX, il prezzo del megawattora – sia in termini di prezzo base che di media mensile del prezzo nel picco di domanda – è stato significativamente più basso nella zona Germania - Austria, paesi ad alta penetrazione delle rinnovabili, che nelle “atomiche” Francia e Svizzera.

Il contenimento del prezzo dell'energia ad opera delle rinnovabili in Germania sta raggiungendo proporzioni importanti: nel 2011 ha ridotto il prezzo del kWh in Borsa del 10%, in gran parte per merito del fotovoltaico che produce a costi marginali nulli durante il picco di domanda diurno (la stessa tendenza che si sta verificando in Italia, si veda Qualenergia.it, Quei 400 milioni che il fotovoltaico fa risparmiare in bolletta).

Effetti che con ogni probabilità aumenteranno nei prossimi mesi, più assolati, e con il crescere delle installazioni di impianti a fonti rinnovabili: nel primo trimestre 2012 la produzione da eolico in Germania è cresciuta del 35% rispetto all'anno precedente, arrivando a 15.682 GWh e quella da fotovoltaico del 40% raggiungendo circa 3.900 GWh; nel 2011 si erano installati oltre 7,5 GW di fotovoltaico e oltre 2 GW di eolico (senza contare quello off-shore).

Dato che la maggior parte degli scambi transfrontalieri avviene per questioni di prezzo e non di carenze di offerta, con il prezzo del kWh tedesco “calmierato” da sole e vento, sta accadendo (e la tendenza verosimilmente si accentuerà) che la Germania esporta elettricità sempre di più (specie nelle ore del picco diurno): l'opposto rispetto a ciò che qualcuno paventava succedesse quando la Germania l'anno scorso ha deciso di spegnere il 40% della sua potenza nucleare.

Il secondo effetto del contenimento, da rinnovabili, del prezzo elettrico in Germania c'entra invece con la convivenza con le fonti convenzionali e specialmente delle centrali a gas più moderne: proprio il tipo di impianti che, data la grande flessibilità e modulabilità della produzione, sarebbero l'ideale per compensare la non programmabilità di sole e vento. Un problema rilevante anche in Italia (Qualenergia.it, Picco prezzo kWh 'anti-rinnovabili', l'Autorità indaga).

Semplificando potremmo dire che per colpa della concorrenza delle rinnovabili gli impianti a cicli combinati a gas vengono fatti lavorare troppe poco per essere redditizi (si veda quel che spiega G.B. Zorzoli a Qualenergia.it). A questo si aggiunga (per la Germania, dato che in Italia di nuovi cicli combinati non ce n'è bisogno) che i bassi prezzi del MWh in Borsa scoraggiano nuovi investimenti: secondo quanto riporta l'agenzia Reuter per permettere di costruire nuovi cicli combinati servirebbe un prezzo di almeno 75,80 €/MWh, in Germania siamo invece sui 50.

Quanto il problema in Germania stia diventando grave lo ricorda un articolo di oggi di Renewables International: E.On aveva in programma di costruire 5 nuove centrali a gas solo in Baviera, ha annunciato che ha abbandonato l'idea. Addirittura gli ultimi piani sarebbero di spegnere 3 di quelle che sono già in servizio. Secondo RI si tratta di un messaggio esplicito per chiedere al Governo che venga pagata anche la capacità di riserva: ossia che a impianti flessibili come quelli a gas, oltre alla produzione, venga riconosciuto il servizio di bilanciamento che danno al sistema elettrico, compensando la non prevedibilità delle altre fonti. E' il cosiddetto capacity payment  sul quale - l'annuncio è di oggi - il Governo tedesco presenterà prima della chiusura estiva del Parlamento le sue proposte. Un tema caldo in questo periodo in cui il sistema elettrico – quello tedesco, ma anche italiano – si vede sconvolto dal nuovo massiccio apporto di produzione da eolico e fotovoltaico.

È chiaro infatti che la transizione al low carbon non sarà sostenibile se, come accade ora, gli impianti più flessibili, quelli a gas, subiscono la concorrenza delle rinnovabili più di altri, meno utili a compensarne l'intermittenza e più inquinanti, come le centrali a carbone.

Lo scorso anno un impianto a gas a Großkrotzenburg - spiega RI - ha lavorato solo 65 ore, lo 0,7% della sua capacità, mentre la più vicina centrale a carbone ha funzionato per il 68% delle sue possibilità. Lo stesso fenomeno sta accadendo in Italia (Qualenergia.it, L'ETS e la competizione tra rinnovabili e fossili in Italia), dove la concorrenza delle rinnovabili, specialmente del fotovoltaico, durante il picco di domanda diurno spinge spesso fuori mercato gli impianti a gas, che hanno un costo di produzione più alto, mentre quelli a carbone restano accesi. Lo confermano i dati sul fuel mix italiano diffusi oggi dal GSE: 2,4% in meno dal 2010 al 2011 per il gas, quasi 2 punti in più per il carbone.

In qualche modo questa tendenza andrà corretta. Magari tenendone conto nell'ancora latitante strategia energetica nazionale o grazie ad una carbon tax? E' un controsenso che nella fase della concorrenza con le rinnovabili, tra cicli combinati e centrali a carbone la spuntino queste ultime, gli impianti peggiori per emissioni di CO2, causa di danni sanitari (Qualenergia.it, I conti sporchi del carbone) e che inoltre sono anche quelli che meno possono contribuire alla gestione del sistema elettrico complessivo.

Commenti

Oddio, uno che è convinto

Oddio, uno che è convinto esistano centrali nucleari di IV. generazione quando non hanno ancora finito di costruire quelle di terza. Hint: centrale di IV. generazione diverso da reattore veloce prototipo autofertilizzante (che comunque non funziona, se una cosa resta prototipo per decenni, un motivo ci sarà). E l'altra che crede alla favola del carbone pulito. Ma esiste una definizione esatta di questo ossimoro? La CO2 che fine fa? La ingoiano quelli del reparto marketing? Per fortuna che c'è Alsarago a mantenere acceso il lume della ragione. Certo è che se dobbiamo perdere tempo per spiegare che i prototipi non sono coomercializzabili e le centrali a carbone non sono una soluzione per il riscaldamento globale, la vedo dura per la specie umana. Nel dubbio, segnalo ancora un paio di cose: fumare fa venire il cancro e usare il phon nella vasca non è un modo per limitare il rischio di elettrocuzione. Si sa mai, con questi moderni La Palisse al contrario...

Anna, innanzi tutto ti devo

Anna, innanzi tutto ti devo ringraziare, perchè nella mia carriera di commentatore di notizie energetiche, avevo incontrato ogni tipo di fauna: dagli adoratori delle rinnovabili (io), ai profeti del nucleare, ai predicatori del ritorno alla vita bucolica, fino agli illusi della fusione fredda. Non avevo mai incontrato finora un sacerdote, meglio sacerdotessa, del carbone! Il povero vecchio fossile era finito per essere scansato e svillaneggiato da tutti. Complimenti quindi per il coraggio! Spero solo sia coraggio spontaneo e non a pagamento (scusa, ma viene difficile pensare a una passione spontanea per il carbone, a meno che tu non possieda una miniera di famiglia...). Venendo alla tua risposta, hai speso metà del tuo intervento a dire che io dico barzellette. Ok, in genere uso un tono scherzoso, perchè non vedo la ragione di restare con il muso o essere iroso e polemico quando si discute, ma si possono dire cose serie e fondate anche scherzando. Nel merito, mi puoi spiegare dove avrei detto barzellette? Ti riassumo i punti delle mie obiezioni, così sarai più precisa 1) Il carbone "meno sporco" comunque emette metalli tossici, particolato, zolfo, radiazioni e CO2, perchè se si dovesse abbattere il 100% di tutto questo, andrebbe fuori mercato. Certo, ne emette meno per tonnellata rispetto al carbone "tutto sporco", ma vista le gigantesche quantità in gioco alla fine le emissioni sono pesanti 2) C'è devastazione e ci sono molti morti sul lavoro nei luoghi delle estrazioni e queste peggioreranno, via via che finisce il carbone più superficiale 3)Fra carbone e rinnovabili, le seconde paiono più adatte alla situazione italiana e offrono più prospettive di innovazione tecnologica e prodotti innovativi per la nostra industria 4) Il gas dovrebbe abbassarsi notevolmente di prezzo nei prossimi anni, se si manterranno le promesse dello shale gas (che comunque non è esente da problemi ambientali) 5) Abbiamo un problemuccio di cambiamento climatico, e il carbone è la risposta peggiore che potremmo dare a questo proposito. Certo, potremmo usare il CCS ma, al momento, dopo tante chiacchiere, questa tecnologia non l'applica ancora nessuno 6) A causa del punto 5 l'Europa sta fissando rigidi paletti di riduzione delle emissioni di CO2, che dovrebbero sfociare in, almeno, un -80% al 2050. Nel frattempo si parla sempre più spesso di imporre una carbon tax continentale. In questo quadro, se dobbiamo prendere sul serio queste intenzioni politiche, investire sul carbone pare una assoluta follia. Infine ti pregherei, a meno tu non ti voglia dare al cabaret, di evitare l'argomento "queste posizioni fanno comodo alle lobby dell'ambientalismo che hanno interessi economici nascosti". Scusa ma i carbonieri, petrolieri e gasieri che cosa sono? Una confraternita di santi benefattori? O la più potente lobby economica mai esistita sulla faccia della terra, che pur di vendere l'ultima molecola di carbonio fossile rimasta sotto terra, sono disposti a usare qualsiasi mezzo, compreso il lavaggio del cervello dell'opinione pubblica, la corruzione di politici e persino il mettere a rischio la sopravvivenza dell'umanità sul pianeta Terra? Dimmi la verità, voi fautori del carbone avete un pianeta Terra di riserva nascosto da qualche parte, su cui scapperete appena finito di sfasciare questo, vero?

QUANDO SI DICE: "I LUOGHI COMUNI" !

@ alsarago58 - 24/05/2012 - 19:19 Certo, raccontare barzellette, a volte fa ridere, mentre ripetere assurdità che ad un minimo approfondimento razionale e tecnico si dimostrano, appunto, "luoghi comuni", porterebbe a piangere per l'insipienza di scelte emotive, demagogiche e strumentali che solo certi personaggi possono impunemente disperdere nell'etere. Purtroppo è vero che una certa ideologia diceva: ripeti all'infinito un'assurdità e diventerà realtà, ma solo per confondere le persone, non perchè sia verità! Allora, una moderna Centrale a Carbone Pulito ha lo stesso (se non migliore) impatto ambientale di una modernissima centrale a Gas Metano, soprattutto nel modo assurdo con cui queste centrali a Gas vengono utilizzate (pochissimo) nel nostro Paese, nonostante si siano investici circa 30 miliardi di Euro per la loro costruzione! (Furbi, gli italiani, vero?). Allora, non bisogna abbeverarsi alle assurdità che dicono e fanno scrivere certe lobby ambientaliste, che evidentemente hanno ben altre motivazioni (ed interessi) per farlo! Se così non fosse (cioè come ho detto sopra), perchè TUTTI I PAESI più avanzati del mondo hanno come prima fonte per la produzione elettrica il CARBONE ??? (Germania, USA, Giappone, U.K., Danimarca, Belgio, ecc. ecc.). Tutti stupidi ed ingenui? Suvvia, non è proprio opportuno scherzare con questi temi, visto l'incidenza fondamentale che hanno poi per il benessere, lo sviluppo, l'occupazione, ecc. ecc.!

Attenzione aquesti maghi (J.Hansen)!

@ roberto - commento del 24.05.2012 - h. 14,25 Interessante nel suo insieme il commento riportato e la riflessione che viene proposta. Purtroppo, però, questi personaggi non è che siano sempre da prendere per "oro colato", perchè a volte dicono delle assurdità! Un esempio: " ... They can hold a piece of coal in their hand, and it’s really nasty stuff. It’s got arsenic and mercury, ..."! Ma questo personaggio, prima di fare un esempio così banale, ha mai preso in mano un pezzo di Carbone e poi valutato bene le cose, a prescindere dalla prima suggestione di vedere magari un pò di "polverino nero" (che poi un moderno impianto di generazione impedisce che venga liberato alle emissioni) che ricopre il pezzo, che se lavato presenta, invece, un aspetto quasi vetroso e che non sporca affatto? Circa arsenico e mercurio, ha un'idea Hansen di qual'è il contenuto "naturale" di questi metalli nel Carbone e qual'è invece in altre prodotti naturali (compresa l'acqua potabile in da certi acquedotti nazionali), per fare una logica e minima comparazione utile a chi rischia di rimanere impressionato dalla semplice menzione del nome!

Anna, oltre al Carbone

Anna, oltre al Carbone Pulito, sarebbero auspicabili anche le Armi che Resuscitano, le Caramelle che Curano la Carie, i Politici che non Dicono Bugie e i Ladri che Riportano il Maltolto. Purtroppo, però, nel mondo reale questi ossimori non esistono, e il carbone "meno sporco" continua a rilasciare zolfo, metalli pensanti, particolato, radioattività e CO2, che non fanno bene nè a noi, nè al clima. Per non parlare della devastazione e dei morti sul lavoro, nei luoghi di estrazione. Devastazione destinata a peggiorare, via via che si esauriranno le vene più superficiali. La Germania costruirà nuove centrali a carbone? Contenti loro...e bisognerebbe anche vedere quante ne chiuderà di vecchie. E comunque noi non siamo la Germania, non abbiamo miniere di carbone, ma abbiamo sole, geotermia e biomasse molto più di loro (e anche vento, se lo andremo a prendere sui mari). Quella è la nostra unica chance di renderci indipendenti, di creare filiere tecnologiche avanzate (per adattare la rete a queste nuove fonti energetiche) e di produrre energia a basso costo, altro che il carbone...e che siamo nella Londra di Dickens? Inoltre, oggi il gas costa relativamente caro, se domani gli USA cominceranno a esportare il loro economico shale gas e altri paesi europei a produrlo, allora esserci riempiti di centrali a carbone, sarebbe una buona ragione per buttarci in mare con un blocco di antracite al collo...Infine, prima o poi i politici faranno sul serio e metteranno delle carbon tax, mentre gli imprenditori del carbone non faranno mai sul serio (a meno di generosi aiuti pubblici) riguardo al'usare il CCS (che manderebbe l'energia da carbone fuori mercato), mentre fra pochi decenni, secondo i piani UE, non si potranno più usare combustibili fossili per produrre elettricità. Puntare sul carbone mi sembra la più folle delle strategie energetiche immaginabili sotto tutti i punti di vista....meglio il nucleare, allora...

Giusto osservare quanto sta

Giusto osservare quanto sta avvenendo per i prezzi dell'elettricità nelle poche ora di punta, anche dovuto alla disponibilità delle Fonti Rinnovabili (Solare ed Eolico), ma sarebbe giusto indicare che questo è avvenuto per via del ridotto consumo e dell'andamento dei prezzi dei combustibili convenzionali, che hanno contribuito a tenere basso il costo medio di generazione elettrica. Bisognerebbe poi anche dire cosa è invece successo (anche in Italia) con i prezzi medi nelle altre fasce orarie di generazione e consumo, quando le Rinnovabili certo hanno ben poca incidenza. Nell'articolo sembrerebbero poi esserci alcune contraddizioni, evidenti quando si consideri questa frase estrapolata appunto dallo stesso: " ... dove la concorrenza delle rinnovabili, specialmente del fotovoltaico, durante il picco di domanda diurno spinge spesso fuori mercato gli impianti a gas, che hanno un costo di produzione più alto, mentre quelli a carbone restano accesi." Quindi il Carbone è sempre determinante (soprattutto in Germania dove assicura il 42% medio/annuo di generazione elettrica e valori assoluti dell'ordine di 280.000-300.000 GWh (da comparare ai numeri indicati per Solare ed Eolico), il che dimostra con assoluta evidenza che Carbone e Rinnovabili sono del tutto COMPLEMENTARI, giammai alternativi. Peraltro, se il costo del kWh dovesse davvero rimanere a questi livelli (ma non per causa della recessione, che ci auguriamo di superare quanto prima), ebbene, a quei livelli il Gas NON potrà mai lavorare, come appunto ben evidenzia quel grande Operatore del settore gas in Germania. Allora, prendendo spunto da quanto sanno fare i tedeschi (che hanno programmato la costruzione di nuovi impianti a Gas (che finora sono stati molto limitati in quel Paese, diversamente dai "furbi" italiani), ma hanno anche previsto la costruzione di ben 17 nuove moderne centrali a Carbone Pulito, che potranno produrre qualcosa come 120-130.000 GWh di elettricità, per compensare la chiusura delle centrali Nucleari; numeri che il Solare non riuscirebbe certo ad assicurare. Aiutiamo allora anche gli italiani a fare la saggia politica energetica che i tedeschi ci insegnano: raddoppiando la generazione elettrica da Carbone Pulito anche in Italia e così sostenere meglio gli investimenti (dei consumatori) per il previsto Solare. L'inverso, ahinoi, non funziona, a lungo termine.

... e concludo con l'OT:

... e concludo con l'OT: "Mi pare che Hansen poi si contraddica: o c'è un'urgenza tremenda di contrastare il cambiamento climatico, o abbiamo tutto il tempo di attendere la quarta generazione nucleare, di cui, all'orizzonte, non si vede neanche la punta di un prototipo. " Sei male informato: di prototipi ce ne sono gia' in funzione, da anni (decenni) ed altri sono in costruzione, almeno 4 nella sola Europa... Roberto

Roberto: 1) Come ti ho già

Roberto: 1) Come ti ho già detto 10.000 volte, non è che ogni volta che si parla di qualcuno o qualcosa, si deve riscrivere un articolo di Wikipedia su quell'argomento. Io ho citato Hansen solo per suggerire a Bettanini come potrebbe essere corretta l'idea della Carbon Tax, non stavamo parlando di nucleare e quindi non c'era bisogno di ricordare il pensiero di Hansen in proposito. Solo tu, che cerchi ossessivamente e e perennemente un motivo di contraddizione con i tuoi supposti "nemici dialettici", spulci quanto si scrive alla ricerca di questi surreali spunti polemici, che spesso c'entrano come il cavolo a merenda con l'argomento di cui si sta discutendo. Sarebbe come se ora che hai citato l'import-export di elettricità della Germania io dicessi "Si, però non tieni conto del commercio di tulipani con l'Olanda"... 2) Io ho solo fatto un'ipotesi sulle posizioni di Hansen, ti ringrazio di avermi citato come la pensa attualmente. Con l'affermazione "but it has made everybody realize that it’s going to be more difficult to sell nuclear power in many places" mi pare che riconosca che, oltre agli obbiettivi vantaggi e svantaggi della tecnologia nucleare, in un piano energetico realistico per il mondo, bisogna anche considerare l'accettazione o meno di queste tecnologie da parte delle popolazioni, per cui, dove il nucleare non lo vogliono proprio, occorrerà trovare altre strade. Mi pare che Hansen poi si contraddica: o c'è un'urgenza tremenda di contrastare il cambiamento climatico, o abbiamo tutto il tempo di attendere la quarta generazione nucleare, di cui, all'orizzonte, non si vede neanche la punta di un prototipo.

A proposito della politica

A proposito della politica energetica tedesca... "New energy minister for Germany 23 May 2012 Germany has a new minister for energy, environment and nuclear safety in Peter Altmaier, a CDU/CSU heavyweight who has been charged with making the country's 'energy transition' a reality." "Altmaier has a background in law and European affairs and has served as parliamentary state secretary for the CDU/CSU party pairing, working to keep members to the party line. He replaces Norbert Röettgen, who lost favour after leading Merkel's party to defeat in a recent regional election." Bye bye, Roettgen!... e con lui, ho paura, bye bye "incentivi" al FV. Roberto

Un'altra leggenda metropolitana?

Provo a postare di nuovo questo commento, dopo esser comparso brevemente sulla pagina e' sparito dopo un refresh dello schermo... strano... ------------------------ Meneghello ha scritto: "Dato che la maggior parte degli scambi transfrontalieri avviene per questioni di prezzo e non di carenze di offerta, con il prezzo del kWh tedesco “calmierato” da sole e vento, sta accadendo (e la tendenza verosimilmente si accentuerà) che LA GERMANIA ESPORTA VERSO LA FRANCIA più di quanto importi: l'opposto rispetto a ciò che qualcuno paventava succedesse quando la Germania l'anno scorso ha deciso di spegnere il 40% della sua potenza nucleare." ------ Meneghello!... chi glie l'ha raccontata questa favola? ------ La Germania, a partire dal giorno in cui la Merkel ha ordinatoil fermo di 8 reattori, e' passata dall'essere un paese esportatore netto di elettricita' a importatore, lo dice l'agenzia federale tedesca. Basta collegarsi sul sito www.entsoe.net (bisogna iscriversi, ma e' gratuito) per poter controllare l'import/export di tutti i paesi europei. Si vede immediatamente che quanto ho scritto sopra e' vero: a parte i 10 giorni di febbraio scorso in cui le temperature in Francia sono scese 10 gradi sotto la media stagionale, la Germania ha SEMPRE importato dalla Francia. Esempio: ieri, giornata soleggiata e abbastanza ventosa, laFrancia ha esportato CONTINUAMENTE verso la Germania, da un minimo di 25 MW medi fra le 12:00 e le 13:00 ad un massimo di 2814 MW fra le 4:00 e le 5:00, per un totale di 29702 MWh durante le 24 ore. Notare che maggio e' il mese di maggiore produzione del FV tedesco, per cui tanto meglio di questo non potra' fare, al contrario di quanto sostiene lei. Nel mese di aprile scorso la Germania ha esportato verso la Francia solamente durante 3 delle 720 ore del mese. Informarsi meglio, bitte! Roberto

@alsarago58: ... sulle

@alsarago58: ... sulle posizioni attuali di James Hanses riguardo l'energia nucleare... -------------------------------- Quello che io ti ho rinfacciato, non far finta di non averlo capito, e' che non puoi fare "cherry picking" di quello che dice uno scienziato su un certo argomento, se lo citi come qualificato devi accettare tutti i suoi suggerimenti sull'argomento! Ad ogni modo, mi duole informarti che anche questa tua intuizione/predizione sulla sua posizione dopo Fukushima e' cannata! "... TreeHugger: Has the Fukushima situation in Japan changed your thoughts in any way on nuclear power? His reponse is excellent, including this: Well, it’s changed the situation for us solving this climate problem, because a number of nations have indicated that they’re going to phase out nuclear power, which, I think, is very unfortunate. The truth is, what we should do is use the more advanced nuclear power. Even the old nuclear power is much safer than the alternatives. Consider the United States, for example. We had one nuclear accident at Three Mile Island. The National Academy of Sciences has indicated that the people in Pennsylvania who were exposed to the radiation could suffer one or two deaths over the next several decades from cancer caused by radiation, in addition to the 40,000 people who will die from cancer in that same population. In fact, the safety record of nuclear power has been exceptional, even taking account of Fukushima, which hasn’t, as yet, killed anyone from radiation, and Chernobyl in the Soviet Union. A million people a year die of air and water pollution, most of which is associated with fossil fuel use. But people are frightened by radiation because it’s something that’s harder to understand. They can hold a piece of coal in their hand, and it’s really nasty stuff. It’s got arsenic and mercury, and the black soot that you get is itself a very bad air pollutant. But that doesn’t frighten people. But nuclear power does. And you can make nuclear power even more safe than the best type of reactors that exist today. With the fourth generation nuclear power, you can actually burn the nuclear waste, and solve the biggest problem with nuclear power. So it hasn’t changed my mind, but it has made everybody realize that it’s going to be more difficult to sell nuclear power in many places. Fortunately, China and India-which are going to be the biggest emitters of carbon dioxide-I don’t think are changing their minds." Riprova... sarai MAI piu' fortunato? :-) Roberto

Scusa Roberto, mi indichi

Scusa Roberto, mi indichi dove ho scritto nel mio intervento "James Hansen, il famoso attivista antinucleare"? Hansen, ritiene che si sia già abbondantemente oltre la soglia di sicurezza per il clima (che lui fissa a 350 ppm). In questa ottica di estrema urgenza, lui ritiene che per nazioni come gli USA, che usano fortemente il carbone per la produzione elettrica, la strada più veloce per eliminare queste centrali con altre a emissioni zero, sia il nucleare. Però non l'attuale, ma un nucleare costituito da unità standard, costruite in serie, di potenza medio-bassa, che possono essere realizzate e messe in produzione molto velocemente, in gruppi più o meno grandi a secondo delle esigenze. Hansen, però scriveva prima del boom dello shale gas (che probabilmente sarà quello che sostituirà le centrali a carbone negli USA, almeno nel medio periodo), del crollo dei prezzi di solare ed eolico e dell'incidente di Fukushima (e, secondo me, non teneva comunque conto dei tempi biblici e delle somme enormi, necessari per progettare, certificare, industrializzare e far accettare al pubblico questa nuova filiera del nucleare "modulare" e diffuso). Mi sbaglierò, ma nella situazione presente, forse anche Hansen punterebbe di più su gas e rinnovabili, per abbandonare il carbone.

@alsarago58: Hansen?... lo

@alsarago58: Hansen?... lo stesso che dice, da anni, che il nucleare e' una delle tecnologie da incrementare se si vogliono ridurre le emissioni? Proprio quel Hansen? :-) Riprova, sarai piu' fortunato. R.

A proposito dei costi del kWh

A proposito dei costi del kWh tedesco... "German users of over 20 GWh per year pay 11.95 euro cents per kWh, compared to 6.9 cents in France, according to energy.eu data for November 2011. Among the 27 EU countries only Cyprus, Italy, Malta and Slovakia have higher prices for heavy users of electricity." ... che parla del recente fallimento del produttore di alluminio tedesco Voerde: http://www.world-nuclear-news.org/NP_Power_shift_begins_to_move_German_industry_1805122.html ... come mai non ne avete parlato qui su QualEnergia? :-) Roberto

Bettanini, il climatologo

Bettanini, il climatologo James Hansen nel suo libro Tempeste, prendeva in considerazione proprio il problema che poni tu, proponendo di affiancare a una seria, crescente carbon tax, un parziale rimborso delle stessa, sotto forma di detrazione fiscale o assegno vero e proprio, diretto ai redditi più bassi, in modo da perequare l'impatto della carbon tax sui loro consumi. Così un cittadino a basso reddito avrebbe tutto sommato gli stessi soldi in tasca, ma sarebbe comunque spinto a spenderli in consumi più sostenibili, per ottenere di più dallo stesso denaro. Il resto della carbon tax, invece, proponeva Hansen, dovrebbe essere destinato a ricerca e incentivazione su tecnologie a basso impatto di carbonio. Io però aggiungerei un tassello: una carbon tax sulle importazioni di merci, non solo sui consumi energetici europei. In assenza di questo la carbon tax finirebbe per penalizzare solo le produzioni europee, rendendo più convenienti quelle realizzate bruciando fossili altrove. Per cui una merce prodotta e trasportata con energia fossile dalla Cina, dovrebbe essere più tassata rispetto allo stesso prodotto realizzato e trasportato con un minor uso di carbonio fossile in Europa o altrove. Mi rendo conto che è un compito difficile calcolare il contenuto di carbonio fossile nella produzione e trasporto delle merci (e anche farlo ingoiare alle nazioni extraeuropee che grideranno al protezionismo, come hanno fatto nel caso della carbon tax sui voli aerei), ma credo che in qualche modo andrà svolto, altrimenti una carbon tax diverrebbe un boomerang per la nostra economia.

Lo scopo della "carbon tax"

Lo scopo della "carbon tax" dovrebbe essere, almeno sulla carta, quello di modificare le abitudini di consumo dei cittadini traghettandole verso comportamenti più ‘virtuosi’dal punto di vista ambientale... già stabilire quale comportamento è ‘virtuoso’ implica interventi dirigisti potenzialmente pericolosi per la stabilità delle nostre economie. Ma a parte questa considerazione credo che una tassa ‘flat’ (proporzionale alla CO2 emessa) come la carbon-tax non sia comunque adatta a questo scopo. Per chi è in una fascia di reddito medio-bassa, diciamo 20.000 € i consumi diretti di energia (carburante, gas, luce) costituiscono una fetta consistente del reddito. Per chi invece è in una fascia più elevata diciamo > 60.000 € i consumi energetici costituiscono una fetta del reddito molto più marginale. Per chi ha reddito basso i consumi indicati sopra sono poco ‘discrezionali’, sono consumi praticamente obbligatori e l’idea di spendere alcune decine di migliaia di euro per isolare la casa per convertirla in una classe A o cambiare l’auto con una nuova e più efficiente è fuori discussione. Con una carbon-tax che è proporzionale alla CO2 emessa (direttamente od indirettamente) e non al reddito si colpirebbe quindi chi ha un basso reddito e ha poche possibilità di cambiare il proprio life-style con un peso per i consumi energetici di circa il 5-6% sul reddito stesso. Per chi ha un alto reddito tale peso sarebbe invece dell’ordine del 2% e non avrebbe lo stesso peso come ‘driver’ di modifiche allo stile di vita e dei consumi. Insomma, la carbon tax ha tutto l’aspetto di un Robin Hood al contrario.

forse meglio carbone che gas

in questa fase forse è proprio meglio che si consumi meno gas visti i problemi con la russia e comunque il gas può essere usato nelle automobili comunque il carbone costa meno del gas e questo migliora la bilancia commerciale dell'area euro visto che si importa energia più economica, inquina di più il carbone ma questo è business, bene o male

inevitabile

prima o poi sarebbe successo che le rinnovabili cacciassero fuori dal mercato le termoelettriche non si può installare nuova potenza senza chiudere qualche impianto termoelettrico, anche se le centrali rinnovabili sono non programmabili producono centinaia di migliaia di kilowattora che vanno pur consumati, non prodotti o esportati ora è fondamentale non fermare gli investimenti in FER ma: 1. migliorare le reti nazionali e internazionali in europa 2. spingere nell'uso dei bacini di accumulo 3. remunerare gli impianti FER con prezzo di borsa+incentivo 4. spingere per l'adozione di macchine che assorbano energia elettrica e non consumino materie fossili (ovvero boiler a pompa di calore, piani cottura a induzione e auto elettriche) 5. far tornare in europa impianti produttivi che consumano molta energia elettrica e hanno delocalizzato si sono aperti scenari incredibili

editore?

Scusi Lorenzo, infrango la regola per la quale noi redattori solitamente ignoriamo i commenti,ma non posso restare indifferente all'insinuazione che dietro quello che scrivo ci sia l'interesse di un editore e per di piu' che questo sia Eni: mi fa troppo ridere. Basterebbe un'occhiata al portale per vedere quanto lodiamo solitamente Eni e le sue politiche, per citare solo l'articolo più recente: http://qualenergia.it/articoli/20120507-sabbie-bituminose-in-Europa-gli-interessi-di-eni Su quanto siamo teneri con gli interessi dei cicli combinatia gas in generale invece le consiglio questo: http://qualenergia.it/articoli/20120424-picco-anti-rinnovabili-del-prezzo-kwh-autorita-indaga Penso che nessuno in buona fede possa negare che il gas sia meno peggio rispetto al carbone in quanto ad emissioni e più adatto ad accompagnare le rinnovabili nella transizione in atto. Quanto alla carbon tax mi sembra difficile assimilarla ai sussidi alle fonti fossili, che su queste pagine abbiamo sempre denunciato (ultima volta ieri: http://qualenergia.it/articoli/20120522-sussidi-alle-fonti-fossili-e-la-soglia-dei-2-gradi-birol). Come sapra' e' una tassazione che colpisce le varie fonti proporzionalemente al loro contenuto di carbonio: peserebbe anche sul gas, pure se in misura minore rispetto al carbone, le uniche ad essere favorite sarebbero le fonti rinnovabili. Scusi se mi sono dilungato, grazie per l'attenzione Giulio Meneghello

MENO GAS E SUSSIDI, PIU' EFFICIENZA E CARBONE

Bello spot al gas e ad Eni quest'articolo! Quel "purtroppo" non ha niente a che fare con la cronaca e tutto con l'editore. L'effetto delle rinnovabili in rete è solo un fattore: quello decisivo è la riduzione dei consumi, ma più della crisi economica può rendere strutturale questa condizione un altro fattore, vale a dire l'efficienza energetica. Perché una carbon tax adesso che l'Italia è già rientrata nei parametri di Kyoto? Solo per fare un favore alla lobby del gas, che già non ne ha abbastanza? Le stime dell'Agenzia Internazionale per l'Energia sui sussidi per fonte energetica sono chiare: 126 miliardi di dollari ai prodotti petroliferi; 85 miliardi al gas; 57 miliardi alle rinnovabili; 6 miliardi al carbone, che è la fonte più competitiva nella transizione verso le rinnovabili. Bisogna trovare il giusto equilibrio tra le fonti e non dimenticare l’efficienza energetica. Altro che foraggiare e sponsorizzare il gas.

Prezzo di borsa basso?

Quando si dice che le rinnovabili "tengono basso il prezzo dell'elettricità" sarebbe corretto ricordare al lettore poco informato che TUTTI paghiamo più di 40 Euro/MWh di componente A3 per il fotovoltaico. Quando vi dicono che il fotovoltaico ha fatto calare il costo dell'energia vi dicono una bugia GIGANTESCA, e se permettete, molti lo fanno in malafede. Il KWh in borsa costa meno, le bollette aumentano.