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AES: "Quinto Conto Energia, pietra tombale per molte aziende italiane del fotovoltaico"

Pubblichiamo uno stralcio del comunicato di AES - Azione Energia Solare sul quinto conto energia fotovoltaico dal titolo "Un decreto chiamato CONTRO ENERGIA".

Pubblichiamo uno stralcio del comunicato di AES - Azione Energia Solare sul quinto conto energia fotovoltaico.

Questo V Contro Energia rappresenta la pietra tombale per molte aziende italiane, l’ennesima opportunità, che viene gettata al vento, di creare un settore industriale forte e in grado di competere sui mercati internazionali. Mentre la Germania ha appena varato un nuovo poderoso Conto Energia che darà forza alle già vitali aziende tedesche, il nostro Governo miope e succube, che si riempie la bocca con roboanti proclami nei quali si teorizza di sviluppo, decreta la fine del solo settore industriale che in questi anni è cresciuto, in controtendenza con tutto il mondo imprenditoriale e produttivo. 
Da questo Governo bancocratico, composto da presunti geni della finanza, che uniscono saccenza ad atteggiamento servile e che sono in grado solamente di imporre tasse, senza elaborare una benché minima strategia di contenimento dei costi, non ci si poteva aspettare molto. Azione Energia Solare, insieme ad altre associazioni, aveva proposto ipotesi di sviluppo che,  A COSTO ZERO, avrebbero consentito un grande incremento di questo settore, ma una precisa volontà di mantenere i vecchi e superati oligopoli dell’energia ha bloccato ogni possibilità di collaborazione.

Sarebbe bastato per esempio defiscalizzare gli utili derivanti dai grandi impianti per consentire un serio avvio di installazioni in grid-parity, che avrebbe consentito una forte crescita del mercato, la creazione di posti di lavoro per operatori e aziende, senza alcun costo per i contribuenti e con un introito importante per l’erario. Perché non si è fatto questo?
Perché lo scopo mai confessato, ma di tutta evidenza del ministro Passera, è stato, da sempre, quello di favorire le aziende produttrici di energia da fonti fossili e i loro fornitori, legati da interessi enormi con i principali istituti bancari italiani e questi interessi prevedono e pretendono che le fonti rinnovabili non diano un apporto significativo al sistema energetico Italiano.
Quindi vanno bene i piccoli impianti che, anche se realizzati in centinaia di migliaia di unità, producono comunque pochi Gigawattora e comunque, anche per questi, sono stati escogitati una serie di impedimenti tecnico-burocratici che stanno letteralmente facendo impazzire i produttori di inverters e gli studi tecnici.  È una scelta miope, che porterà l’Italia a sostenere costi energetici sempre più alti, perdendo competitività sui mercati, mentre avremmo potuto trasformare l’Italia in una “sun valley” ricca di energia e di competenze sulle rinnovabili e sulle smart grid.

Chi crede che il V Contro Energia sia solo un decreto mal riuscito è un ingenuo!  Il V Contro Energia è parte di un disegno, tollerabile se fosse messo in atto da aziende private, per difendere i propri interessi, ma inaccettabile da parte di un Governo che - forse in questa compagine governativa non è noto - dovrebbe tutelare gli interessi dei cittadini, di tutti i cittadini e non solo di quelli che hanno una compagnia petrolifera alle spalle.

Commenti

Magari fosse vero! Purtroppo

Magari fosse vero! Purtroppo l'incentivo resta, e con esso anche quella "filiera" sedicente virtuosa che, di fatto, distrugge valore. Valore nostro e, quel che è peggio, dei nostri figli. Bye Gigi

impianto fotovoltaico 3 kw

ieri gli operai hanno ultimato la posa in opera di un impianto fotovoltaico sul tetto della mia abitazione a Quartu S Elena in provincia di CA , oggi ho parlato col tecnico responsabile che mi ha informato del nuovo conto energia giuro che il modo con cui si procede in questo paese mi fa schifo,dopo anni di bombardamento mediatico anch'io mi sono lasciato convincere che tutto sommato valeva la pena puntare sull'energia verde emulando stati come la Germania dove tantissime persone avevano investito. Sono del parere che qui c'e qualcosa di poco limpido ,un applauso ai sig del governo,liquidatori fallimentari del Verde complimenti continuate cosi,intanto due vicini di casa che avevano intenzione di aderire all'offerta per la posa in opera dell'impianto nelle loro case questa sera mi hanno fatto ironicamente i complimenti contenti per il pericolo scampato.

% conto energia

Vedo molti qualificati commenti, in genere contro l'attuale governo. Li trovo giustificati, ma vorrei solo sottolineare questo: in quale paese industrializzato si emette una legge senza data certa di applicazione? Ancora: puè essere chiamato industrializzato un paese nel quale l'ottenimento degli incentivi non è certo, (se non per chi fa parte di un gruppo riconosciuto per dimensioni e legami con le istituziioni) ma si saprà solo a investimento effettuato?

è cosi...

Dobbiamo solo aspettare che finisca questo governo di tecnocrati e servi delle grandi lobby (banche, petrolieri, ecc,), poi tocca a noi scegliere una squadra di politici alle prossime elezioni, che, possa rettificare alcune scelte miopi dell'attuale governo. Peccato che dobbiamo soffrire ancora un altro anno con questi, ma passerà... buona sofferenza

Purtroppo è fatta!

il V conto Energia sembra proprio frutto di compromessi politici (N.B.: per fortuna abbiamo un governo tecnico).. 1)Il V Conto Energia partirà dal raggiungimento di un costo indicativo cumulato annuo degli incentivi, di 6 miliardi di euro. Ergo, decorsi 45 giorni solari dalla pubblicazione della delibera dell’Aeeg, si applicheranno le nuove modalità di incentivazione del Quinto Conto Energia. Gli attuali "generosi" incentivi previsti dal Quarto Conto Energia varranno ancora per gli impianti connessi fino a settembre 2012 circa (stima basata sul contatore GSE), e per gli impianti realizzati su edifici o aree delle amministrazioni pubbliche che entreranno in esercizio entro il 31 dicembre 2012. Nonostante le rassicurazioni dei ministri delle settimane scorse, non vi è traccia della proroga al 1° ottobre, richiesta sia dalle Regioni che dalle associazioni. Di fatto, non riuscendo a garantire gli investimenti in corso, il provvedimento risulta essere retroattivo per i seguenti motivi: a) non essendo stata fissata una data certa di entrata in vigore, non è possibile garantire gli incentivi previsti per gli impianti in corso di ultimazione b)il decreto va ad aggiungersi alla recente entrata in vigore della norma CEI 0-21 (pubblicata dal CEI solo a giugno con entrata in vigore 1/7/2012 ) che ha imposto, per tutti gli impianti FV di taglia > 6 kwp, l’installazione di interfacce di rete non ancora presenti sul mercato. Considerando che le prime interfacce saranno disponibili sul mercato da fine luglio, risulta di immediata evidenza che non solo si verificheranno ritardi negli allacciamenti, provocati dalla suddetta norma, ma anche il conseguente rischio, per impianti che sarebbero dovuti essere allacciati nei primi giorni di luglio, di ricadere invece nel V Conto Energia. Possiamo dunque prevedere che pochissimi impianti saranno allacciati prima di agosto, e le perplessità pertanto sorgono spontanee: chi compenserà la diminuzione della tariffa incentivante per un impianto che, a causa di questa norma, subirà un ritardo nell’allacciamento e ricadrà nel V Conto Energia? Forse il CEI? O nientemeno che il Ministro Passera in persona? 2)Il nuovo Quinto Conto Energia cesserà dopo 30 giorni solari dal raggiungimento di un ulteriore costo indicativo cumulato di 700 milioni di euro annui. Da qui si evince la volontà di frenare il mercato delle rinnovabili. Il costo in oggetto ha quasi raggiunto i 6 miliardi, quindi prevedere per decreto la possibilità di arrivare SOLO a 6,7 mld, significa che il governo è intenzionato a vedere allacciati ben pochi impianti non solo nei prossimi mesi, ma addirittura anni! Niente di nuovo sotto il sole: la norma è stata partorita da un governo che detiene il 30% di Enel, e che quindi ha un reale interesse a bruciare carbone e vendere energia elettrica a caro prezzo, e non ad applicare rincari sull’irrisorietà del costo di un KWh prodotto da fonti rinnovabili. E’ evidente, infatti, che rincarare il 20% su 6-7 centesimi di € (costo di 1 kwh elettrico acquistato in borsa e prodotto da fonte fotovoltaica), è ben differente che rincarare la stessa percentuale sul kwh elettrico prodotto bruciando carbone ad un costo doppio. 3)A chi parla di “grid parity sempre più vicina”, vorrei ricordare che il costo di installazione e collaudo degli impianti fotovoltaici > a 6 kwp è aumentato di circa 2.000€-a-impianto dal 1° di luglio, a causa dell’entrata in vigore della citata norma CEI 0-21. Qualcuno smentisca, se ci riesce! 4)Accedono direttamente alle nuove tariffe incentivanti, senza obbligo di iscrizione al registro: a)impianti fotovoltaici di potenza fino a 50 kW realizzati su edifici con moduli installati in sostituzione di coperture su cui è operata la completa rimozione dell’eternit o dell’amianto. Le stalle e le strutture agricole e rurali NON sono classificate come edifici nel decreto (sono infatti paragonate alle tettoie), di conseguenza oltre a prendere un incentivo molto più basso rispetto agli altri edifici, NON POSSONO NEMMENO BENEFICIARE DEL PREMIO PER LO SMALTIMENTO DELL’ETERNIT. Complimenti quindi al Ministro Catania, che avendo forse travisato il reale impatto di questo punto, sostiene di aver “finalmente” inserito le aziende agricole nel decreto. Probabilmente è stata ignorata la concreta preclusione, proprio alle aziende agricole, di poter beneficiare dei premi. E’ invece previsto un premio, anche per le aziende agricole stavolta, per chi usa prodotti made in EU. b) impianti fotovoltaici di potenza fino a 12 kW, inclusi gli impianti realizzati a seguito di rifacimento, nonché i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell'impianto non superiore a 12 kW. Se per gli impianti nuovi può essere applicabile, per quello che riguarda invece i potenziamenti, si segnala che gli incentivi sono ridotti del 20% rispetto ai nuovi impianti, essendo calcolati sull’80% dell’energia prodotta. c)i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell'impianto non superiore a 12 kW; vedi sopra, articolo inspiegabile!! d)impianti fotovoltaici integrati con caratteristiche innovative fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 ML€; e)impianti fotovoltaici a concentrazione fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 ML€; f)impianti fotovoltaici realizzati da Amministrazioni pubbliche mediante con procedure di pubblica evidenza, fino al raggiungimento di un costo indicativo cumulato degli incentivi di 50 ML€; g)gli impianti fotovoltaici di potenza superiore a 12 kW e non superiore a 20 kW, inclusi gli impianti realizzati a seguito di rifacimento, nonché i potenziamenti che comportano un incremento della potenza dell'impianto non superiore a 20 kW, che richiedono una tariffa ridotta del 20% rispetto a quella spettante ai pari impianti iscritti al registro. 5) Gli altri impianti fotovoltaici accedono alle tariffe incentivanti previa iscrizione in appositi registri, in posizione tale da rientrare nei seguenti limiti massimi di costo indicativo cumulato annuo degli incentivi: a)1° registro: 140 milioni di euro; b)2° registro: 120 milioni di euro; c)registri successivi: 80 milioni di euro a registro e comunque fino al raggiungimento del limite di 6,7 miliardi di euro l’anno. Il primo registro sarà aperto con un bando dal GSE entro 20 giorni dalla pubblicazione delle relative regole applicative e resterà aperto per 30 giorni. I registri successivi saranno aperti con cadenza semestrale e resteranno aperti per 60 giorni. Entro 20 giorni dalla chiusura del registro, il GSE formerà la graduatoria degli impianti iscritti al medesimo registro, applicando i seguenti criteri di priorità: a)impianti su edifici dal cui Attestato di Certificazione Energetica (ACE) risulti la miglior classe energetica, minimo D, con moduli installati in sostituzione di eternit o amianto; b)impianti su edifici dal cui ACE risulti la miglior classe energetica, minimo D; c)impianti su edifici con moduli installati in sostituzione di eternit o amianto; d)impianti con componenti principali realizzati unicamente in un Paese membro dell’UE/SEE; e)impianti ubicati, nell’ordine, su: siti contaminati; terreni del demanio militare; discariche esaurite; cave dismesse; miniere esaurite; f)impianti di potenza fino a 200 kW asserviti ad attività produttive; g)impianti realizzati, nell’ordine, su edifici, serre, pergole, tettoie, pensiline, barriere acustiche; h)altri impianti che rispettino i requisiti di cui all’articolo 7. Il governo è a conoscenza di strutture che abbiano la copertura in eternit e che siano anche efficienti energeticamente? All’oggi il 90% delle coperture in eternit è presente su edifici che non presentano un buon isolamento (infatti, gli edifici rurali NON avranno diritto al premio. C.v.d. ). Sorge un dubbio: esiste per caso qualche banca, qua e là per lo stivale, che abbia questi requisiti, e che sia dunque stata presa sotto l’ala dei nostri Ministri “salva Spread”? LE TARIFFE INCENTIVANTI NO COMMENT. Trattasi di riduzioni che dovrebbero portare verso la Grid Parity, ma che, purtroppo, vanno nella direzione opposta portando un notevole aumento dei costi burocratici dovuti alla richiesta di ACE, agli oneri di iscrizione al registro, e agli adeguamenti alla norma CEI 0-21. “Grid Parity” NON PUO’ EQUIVALERE ALLA RIDUZIONE DEGLI INCENTIVI DA UN LATO, SE DALL’ALTRO VENGONO AUMENTATI I COSTI DI INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI… E io non sono EINSTEIN!! UN DECRETO DISCRIMINATORIO E RETROATTIVO Nonostante il Ministro Passera abbia tentato di tranquillizzare tutti gli operatori del settore per intere settimane, con affermazioni come “tuteleremo gli investimenti in corso”, il decreto davanti ai nostri occhi, e da lui fortemente voluto, provoca: -incertezza sugli incentivi e sulle modalità di accesso; -discriminazione incondizionata nei confronti delle aziende agricole, che si ritrovano con incentivi inferiori ad altre realtà, e senza possibilità di vedersi riconosciuto il premio per la riduzione dell’eternit; -un aumento degli oneri da pagare al GSE per impianti che vogliano beneficiare del V Conto Energia (per richiedere gli incentivi è previsto un forfait iniziale oltre che una trattenuta su ogni kwh prodotto); Perla di saggezza finale all’art. 10: DAL 1° GENNAIO 2013 verranno operate trattenute anche a tutti gli impianti fotovoltaici incentivati ai sensi del 1°-2°-3° e 4° conti energia!!! Leggere per credere…. Uno strano modo di tutelare gli investimenti in corso! Infine, ringrazio personalmente il Ministro per aver introdotto rilevanti sgravi fiscali per le aziende della green economy che assumano neo laureati con età < 35 anni. Ciononostante, l’aumento dell’organico risulta del tutto irrealizzabile all’interno di aziende a cui è stata negata l’opportunità di lavorare … ma si sa, nella vita non si può volere tutto. Verucchi Per. Ind. Andrea

piccolo è bello

sono i grandi impianti che hanno massacrato il conto energia e qualcuno vorrebbe anche defiscalizzarne gli utili? Ma dove vivono questi signori di AES? Magari vorrebbero un nuovo salva Alcoa?

V° conto energia

Se c'erano dubbi ora finalmente abbiamo conferme. Le grandi lobby (Enel, Eni,ecc.) hanno avuto quello che volevano: la fine de settore fotovoltaico!

E' vergognoso, sono dei

E' vergognoso, sono dei deliquenti.