Skip to Content
| Segui QualEnergia.it su Facebook Twitter LinkedIn

Per l'Autorità l'elettricità non è poi così cara

Il presidente dell'Autorità per l'energia, Guido Bortoni, ha presentato la Relazione annuale. Spiccano, tra i dati forniti per il 2011, il calo della produzione termoelettrica del 3,7% e l'aumento della produzione da rinnovabili del 9,4%. Per i consumatori italiani il prezzo del kWh è più basso rispetto alla Germania e anche a molti Paesi UE.

"Nel corso del 2011, la produzione lorda totale di energia elettrica in Italia è risultata pari a circa 300,3 TWh, in diminuzione dello 0,6% rispetto al 2010. In calo la produzione termoelettrica (- 3,7%), passata da circa 222 TWh nel 2010 a 214 TWh nel 2011". Questi sono tra i primi dati che ha fornito oggi il presidente dell'Autorità per l'energia e il gas, Guido Bortoni, presentando la Relazione annuale alla Camera (vedi in basso in pdf).

Secondo la Relazione dell’AEEG, la produzione di energia elettrica da gas naturale ha riportato una contrazione del 7% rispetto al livello raggiunto un anno prima, mentre è aumentata in misura significativa la generazione elettrica da carbone (+11,1%); nel 2011 è continuata la contrazione della produzione da prodotti petroliferi (- 9,5%), che segue alla riduzione del 2010 (-37,6%).

La produzione da fonti rinnovabili è aumentata nel 2011 del 9,4% rispetto al 2010, nonostante la riduzione della produzione idroelettrica da apporti naturali (-9,3%), soprattutto per effetto del forte aumento nella generazione da biomassa e rifiuti (+19,9%), da fonte eolica (+11,1%) e geotermica (+5,2%) e della crescita esponenziale nella generazione fotovoltaica (+463%). Infatti la produzione di elettricità solare ha raggiunto circa 10,7 TWh, contro i circa 1,9 TWh dell'anno precedente.

Dal 2000 a oggi, la potenza del parco elettrico installata è raddoppiata, con un forte incremento della potenza netta termoelettrica (+38 GW circa) e rinnovabile, ad esclusione dell'idroelettrico (+11 GW circa, dato che comunque pare troppo sostimato, ndr).

Riferendosi ai prezzi dell’elettricità, Bortoni ha illustrato come nel 2011 il prezzo medio del kilowattora pagato da un consumatore italiano nella fascia di consumi 2.500-5.000 kWh/anno è stato di 20,49 centesimi di euro/kWh, quasi 5 centesimi in meno rispetto ai 25,30 €cent/kWh spesi da un consumatore tedesco. L'Italia si colloca al sesto posto nella classifica dei prezzi in Europa (UE27+ Norvegia e Croazia).

Tuttavia Guido Bortoni spiega che, nonostante il parziale recupero rispetto al passato, i prezzi italiani per la classe di consumo 2.500-5.000 kWh/anno sono ancora relativamente più elevati rispetto alla media europea di 18,16 cent/euro, con un differenziale del 12,8%. Un fattore che comunque ha poco senso, secondo noi, perché i confronti con altri Paesi dovrebbero considerare diverse variabili e gli impegni sul fronte delle tecnologie pulite.

Tuttavia nel periodo 2008-2011, il differenziale fra il prezzo dell'energia elettrica pagato dai clienti domestici italiani rispetto alla media europea si è dimezzato, segnando una riduzione di circa il 54%, dice l’Autorità. Un aspetto che smorza almeno in parte l’accusa, spesso portata avanti anche dalla stessa istituzione energetica, circa il peso rilevante degli incentivi alle rinnovabili che avrebbero fatto lievitare in questi anni le nostre bollette.

In Italia, più convenienti che in numerosi altri Paesi europei risultano invece i prezzi per i consumi fino a 2.500 kWh/anno. Per i consumi fino a 1.000 kWh/anno, nel 2011 l'Italia si è collocata all'11° posto (26,93 centesimi euro/kWh) e al 16° per i consumi fino a 2.500 kWh/anno (16,99 €cent/kWh). Alla luce di questi dati, Bortoni ha detto che "si può stimare che gran parte delle famiglie italiane, con consumi sotto i 2.500 kWh, paghi per l'elettricità prezzi più bassi o, al più, in linea con la media europea e il posizionamento dei prezzi finali italiani per queste classi di consumo migliora ulteriormente se confrontato con la media dell'area euro".

Per passare al consumo del gas, l’Autorità registra che nel 2011 la domanda ha avuto un forte calo del 6,2%, risultando inferiore, anche se di poco, a quella del 2009, quando i consumi registrarono una battuta d'arresto dell'8%. Oggi il grado di dipendenza dell'Italia dalle forniture estere di gas è rimasto sostanzialmente invariato a 90%.
Nel settore civile (residenziale e terziario) la riduzione è stata dell'8,4%, nel settore termoelettrico del 7%, nel settore industriale la riduzione di circa l'1,1%. L'unica voce in aumento è stata quella dell'autotrazione (+2,6%).
Le importazioni nette di gas sono state pari a 70,2 miliardi m3, più o meno come nel 2009. La produzione nazionale (quasi tutta Eni) nel 2011 ha toccato quasi 8,5 miliardi m3 registrando un lieve aumento per il secondo anno consecutivo (+0,5% rispetto al 2010).
Il primo fornitore resta l'Algeria, che da sola copre oltre un terzo del fabbisogno italiano con 23 miliardi m3. Dalla Russia sono arrivati in Italia nel 2011 - attraverso i punti di ingresso di Tarvisio e Gorizia - 19,7 miliardi m3, cioè il 28% del gas complessivamente importato in Italia.

Il Presidente Bortoni, nel corso della presentazione, ha fatto un appello al Governo per la definzione di una strategia energetica nazionale o piano energetico nazionale al fine di "gestire le esigenze generali e coordinare le complessità del settore, che declini gli obiettivi, anche di sostenibilità ambientale, secondo un orizzonte temporale di medio-lungo termine, garantendo le informazioni necessarie per il mercato e identificando le priorità secondo criteri selettivi". Aggiungendo poi che "gli sviluppi dei disegni di mercato, le strategie e le scelte di infrastrutturazione, gli strumenti per garantire la sicurezza e per promuovere la concorrenza devono essere almeno coerenti, se non conformi, alle decisioni assunte a livello europeo, pena il cattivo funzionamento anche a livello nazionale".

Presentazione del Presidente Guido Bortoni (pdf)
Volume 1 - Stato dei Servizi
 (pdf)
Volume 2  - Attività svolta
 (pdf)

Commenti

@roberto É interessante

@roberto É interessante infatti, l'ho postata io stesso in newclear e mi ha pure risposto li. Rimandando a quel post la questione della producibilità del FV, se ci dovesse essere una sovrastima questa non tocca le conclusioni ecomomiche, che riguardano il Kwh accumulato non considerando i costi dei Kwh prodotti da FV. Qui non si considerano possibili pompaggi nei bacini, che ripeto rappresentano fino a 7GW di potenza se sono utilizzati al massimo: è come dire che abbiamo già delle batterie PAGATE ma non le utilizziamo. guardando i dati del mese giugno 2008 noto un prezzo medio più alto rispetto a giugno 2012, dove il FV ha calmierato di molto il picco (133 attuali contro 186 4 anni fa) Sarebbe interessante sapere il prezzo di acquisto del gas nei mesi scorsi e nei corrispondenti mesi 2008

Roberto, interessante

Roberto, interessante documento, ma, da quello che mi hanno detto a Terna, arriva a conclusioni sbagliate: Terna non voleva costruire nuovi bacini idrici nel centro sud, ma sfruttare a scopo di pompaggio un migliaio di bacini già esistenti e per lo più abbandonati, che aveva già individuato. E non credo siano così folli da usare batterie al litio per lo stoccaggio massivo, le uniche che stanno usando, per sopperire agli sbalzi di tensione in centrali eoliche mal connesse con la rete), sono grandi batterie al sodio da 1 MW, contenute in rimorchi di camion. Credo che il loro costo sia sui 100.000 euro l'una, quindi con un costo di stoccaggio simile a quello delle batterie al piombo, ma molto più robuste. Enrico Adami: si, anche a me degli esperti hanno detto che è il kWh costoso di questi giorni è una conseguenza del picco di caldo, accoppiata al fatto che il gas usato oggi è stato acquistato nei mesi scorsi, quando costava caro, per il petrolio alle stelle e l'euro relativamente debole. Accetto la spiegazione, ma con riserva, perchè nel giugno 2008, a fronte di consumi superiori ad oggi e senza fotovoltaico a calmierare, il costo del MWh era ben una decina di euro più basso di oggi. Mi sbaglierò, ma ci sono altre cause, oltre al caldo, in questi prezzi esagerati.

@enrico adami per quel che

@enrico adami per quel che riguarda l'accumulo da eventuale surplus di FV, ti consiglio di leggere questa interessante analisi (ottimistica, X GWp di FV NON producono X GW di potenza, neanche a mezzogiorno) di D Coiante, di ASPOItalia... utile per mettere da parte certi miti: http://www.aspoitalia.it/attachments/305_Accumulo%20e%20PV.pdf Buona lettura, Roberto

@alsarago: c'è da dire che il

@alsarago: c'è da dire che il prezzo è schizzato alle stelle (100€/mwh) a causa della temperatura di quasi 10 gradi sopra la media (35 a Roma con la media massima a 27). In francia per una cosa del genere hanno prezzi da 1000€/Mwh dato il massiccio utilizzo di riscaldamento e/o condizionamento elettrico. Se superiamo i 20GWp di FV dovremo predisporre impianti che accumulino soltanto per non destabilizzare la rete: che so farli pompare acqua nelle centrali idro a bacino per fare aumentare la potenza programmabile "a comando" che andrebbe a bilanciare la rete. Altrimenti avremo troppa potenza convenzionale disposta in "riserva" con conseguente aumento del costo Kwh (come sta avvenendo anche di notte, non solo la sera) Ovviamente i motivi dell'alto costo qui in Italia non sono solo questi... e ci mancherebbe altro...

@#3 quoto, i costi fissi non

@#3 quoto, i costi fissi non ci dovrebbero essere, facciano pagare il dovuto su ogni kwh che preleviamo dalla rete e basta

Un bel gesto da parte della

Un bel gesto da parte della politica sarebbe eliminare i costi fissi (tipo potenza impegnata, punto di prelievo ecc). Su un consumo annuo di 1300 kWh, sono arrivato al punto che, riducendo ulteriormente il consumo, il costo "fuori tutto" del kWh mi aumenta, a causa appunto delle voci indipendenti dal consumo. Non proprio un incentivo al risparmio.

si aggiunge poi il fatto che

si aggiunge poi il fatto che i prezzi di gas e petrolio sono scesi ancora l'errore è stato fare il conto energia senza tetto di spesa, remunerare i primi impianti senza limiti a oltre 0.40eu/kwh è stato gravissimo e con la bassa inflazione di questi tempi quell'esborso non viene diluito negli anni ma rimane

Nell'ultima bolletta che mi è

Nell'ultima bolletta che mi è arrivata (consumi di 2500 kWh annui), dividendo semplicemente il totale da pagare per i kWh fatturati, il costo al kWh è risultato di 0,18 euro, esattamente come nei mesi scorsi e molto meno che nel 2008 (0,20 euro). E' un bel po' che dico che tutti questi allarmi sugli aumenti di costo dell'elettricità causati dalle rinnovabili mi sembrano sia esagerati che strumentali. Mi fa piacere che il Presidente AEEG, almeno per 2011, lo riconosca Speriamo che nel 2012 il calo del prezzo medio del kWh (che per la verità in questi ultimi giorni è schizzato alle stelle...), compensi almeno in parte l'aumento della A3 e ridimensioni i suddetti allarmi.